E’ ovvio e scontato che ognuno cerchi di proporre se stesso per quello che fa, è indispensabile per creare quella specie di catena di Sant’Antonio per cui una paziente contenta porta altre amiche.

Confesso che sono sempre stato riluttante a questo perché detesto la pubblicità in tutte le sue forme. Davanti allaTV quando iniziano gli spot cambio immediatamente canale, in questo ambiente mi sento un atipico. Seguire mode e pubblicità mi fa sentire parte di un gregge.

Però… per dire ci sono anch’io e di cose ne faccio un bel po’   soprattutto  in modo onesto si deve fare anche questo.

Per non snaturarmi cercherò di mettermi dalla parte del paziente, bombardato da informazioni  raramente del tutto vere quando non completamente false in un mercato drogato dalla novità a tutti i costi che spesso è solo un imbellettamento di qualcosa di completamente inutile e che già esiste.

Per non parlare di prodotti assolutamente inutili venduti a caro prezzo a pazienti che sembra non aspettino altro che di farsi raggirare. Insomma, parlarne, per quanto possibile, fuori dalla bomboniera rosa del fatto commerciale, senza toni enfatici e accattivanti, anche terra, terra evitando linguaggi scientifici che non informano se non chi già  sa mi dà una certa soddisfazione.

Per uscire da quei luoghi comuni dell’ estetica che creano dei presupposti falsi fra medico e paziente. Mi piacerebbe che, dopo avere avuto la pazienza di leggere queste pagine, ognuno avesse un’arma in più per scegliere bene che cosa fare e capire che cosa vuole.

 

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